Fattori condizionanti la diagnosi precoce di melanoma cutaneo

Starting date
May 31, 2002
Duration (months)
24
Departments
Medicine
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Rosina Paolo

INTRODUZIONE
Il melanoma cutaneo rappresenta circa il 3-4 % di tutte le neoplasie maligne. La sua incidenza sta progressivamente aumentando in tutto il mondo, nella popolazione caucasica, con un incremento annuo di circa il 5-8 %. In Italia l’incidenza attuale è compresa tra 8 e 14 per 100.000/anno, con valori più elevati nelle regioni del Nord.
Numerosi studi condotti sono concordi nel sostenere che lo spessore del tumore secondo l’indice di Breslow ed il livello di Clark rappresentano il principale fattore di rischio nella diffusione metastatica e nella sopravvivenza. Si calcola che l’incidenza annua di recidiva sia del 5% per i pazienti con melanoma primitivo con spessore inferiore ad 1,5 mm e più del 30% per quelli con uno spessore superiore ai 4 mm. Il trattamento delle forme metastatiche presenta percentuali di successo molto basse (10-20%) ed è pertanto cruciale la diagnosi precoce (per spessori < 1 mm la sopravvivenza a 5 anni è del 97-98%).
In questi ultimi anni è aumentata la percentuale di diagnosi di melanomi sottili (< 1mm di spessore) ma è purtroppo rimasto costante il numero assoluto di melanomi spessi, con prognosi peggiore. Questo indica che le numerose campagne di informazione e di screening per la diagnosi precoce di questo tumore hanno raggiunto solo parzialmente il loro scopo. Molti fattori sono probabilmente coinvolti nella identificazione precoce di queste lesioni, od al contrario nel prolungamento dei tempi diagnostici. Alcuni sono correlati con l’educazione, il livello di attenzione e l’atteggiamento psicologico del paziente, altri con il tipo e la sede del tumore, ed infine con la competenza e la capacità diagnostiche del medico.
Alcuni studi hanno provato a valutare questi fattori con però risultati contrastanti. La corretta identificazione di questi elementi è però cruciale per consentire una corretta educazione della popolazione ed una diagnosi precoce e rapida del melanoma cutaneo, permettendo una terapia efficace ed una buona prognosi.

OBIETTIVI
1. Indagare i fattori condizionanti la diagnosi precoce di melanoma cutaneo legati agli elementi clinico-istologici, alla sede cutanea del tumore ed alle caratteristiche dei singoli pazienti (età, sesso, livello socio-culturale, storia medica personale o familiare, presenza e tipologia di nevi melanocitari,…)
2. Valutare i tempi e le modalità diagnostiche, per quanto riguarda i ritardi dal momento della individuazione di una lesione sospetta da parte del paziente o dei familiari.

MATERIALI E METODI
Saranno analizzati i dati di tutti i pazienti con melanoma cutaneo primitivo giunti o che giungeranno alla nostra osservazione dal gennaio1997 al dicembre 2003. I pazienti sono stati o saranno sottoposti al momento della diagnosi ad un questionario e ad un esame clinico completo. Nel questionario sono presenti domande riguardanti le caratteristiche generali (età, sesso, professione, livello di educazione, stato civile), la storia medica personale e familiare (storia personale o familiarità per melanoma o tumori cutanei, precedenti asportazioni di lesioni cutanee, esecuzione di visite mediche generali o dermatologiche nei due anni precedenti la diagnosi), caratteristiche cliniche del tumore che hanno attirato l’attenzione e condotto ad una visita medica, tempi e modalità di diagnosi dal momento del sospetto. L’esame clinico valuta il fototipo, il numero dei nevi melanocitari totali e la presenza di nevi clinicamente atipici.
Tutti i dati saranno computerizzati ed analizzati usando i programmi EPI-INFO ed SPSS, valutando in particolare le differenze tra i pazienti con melanoma di spessore di Breslow < 1 mm (con ottima prognosi) rispetto a quelli con spessore > ad 1 mm.

RISULTATI ATTESI
Individuare gli elementi, in particolare legati al paziente od ai familiari, che favoriscono la diagnosi precoce e che riducono i ritardi di presentazione ad una visita medica.
Poiché anche da altri studi eseguiti in letteratura risulta che la maggioranza dei melanomi sono autodiagnosticati dal paziente stesso o dai suoi familiari, risulta cruciale una educazione corretta della popolazione, individuando i gruppi di soggetti più a rischio.

BIBLIOGRAFIA
1. Hall HI et al. Update on the incidence and mortality from melanoma in the United States. J Am Acad Dermatol 1999; 40: 35-42.
2. Koh HK et al. Who discovers melanoma? Patterns from a population based study. J Am Acad Dermatol 1992; 26: 914-919.
3. Richard MA et al. Delays in diagnosis and melanoma prognosis: the role of patients. Int J Cancer 2000; 89: 271-279.
4. Brochez L et al. Time delays and related factors in the diagnosis of cutaneous melanoma. Eur J Cancer 2001; 37: 843-848.

Sponsors:

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
Funds: assigned and managed by the department

Project participants

Collaboratori esterni

Silvia Mozzo
Verona Medico Specializzando

Activities

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