Una recente indagine della International Osteoporosis Foundation sulla gestione dell’osteoporosi stima che in Italia vi siano circa 4 milioni e mezzo di pazienti affetti da Osteoporosi: l’80% sono donne e tra queste il 70% non segue un trattamento appropriato. Se consideriamo anche i costi, le fratture da fragilità generano una spesa annua di circa 9 miliardi e mezzo di euro, e sono principalmente costi legati all’ospedalizzazione, alla disabilità conseguente alle fratture, e solo in minima parte costi legati al trattamento farmacologico. Le prospettive sono abbastanza pessimistiche, considerato che oggi, valutando le sole fratture che giungono in ospedale, si registra un dato annuo di circa 600.000 fratture 1 (ma quelle totali sono probabilmente oltre il milione): in seguito all’invecchiamento della popolazione si stima che entro il 2034 avremo un incremento del numero di fratture di fragilità del 23%. Le recenti Linee Guida sulle Fratture da Fragilità dell’Istituto Superiore di Sanità prevedono 6 raccomandazioni: 1) riconoscimento dell’importanza di identificare le fratture da fragilità; 2) identificazione dei fattori di rischio di frattura più importanti; 3) utilizzo di algoritmi matematici informatizzati per la valutazione accurata del rischio di frattura; 4) scelta di un trattamento appropriato: è emerso in particolare che nei pazienti ad alto rischio di frattura sia conveniente utilizzare in prima linea i farmaci anabolici, a cui far seguire un trattamento antiriassorbitivo, secondo una strategia quindi sequenziale; 5) importanza dell’aderenza al trattamento; 6) opportunità di attivare in Italia servizi di assistenza ai pazienti fratturati. Oggi fortunatamente abbiamo a disposizione nuovi strumenti diagnostici, tra cui in particolare la nuova tecnica ecografica REMS, farmaci efficaci con un buon profilo di safety e linee guida EBM e condivise. Dovremmo quindi saper identificare mediante gli strumenti a nostra disposizione quali siano i soggetti più a rischio e quelli in cui il trattamento sarà più efficace e sicuro. Obiettivo principale di questo Corso è quello di facilitare l’organizzazione e la gestione di un ambulatorio dedicato all’Osteoporosi, ma anche quello di saper gestire la diagnostica differenziale e le altre principali malattie metaboliche dello scheletro. In altre parole l’obiettivo è quello di formare un Bone Specialist. Accanto a relazioni frontali classiche ce ne saranno alcune interattive dedicate alla discussione ed alla dimostrazione pratica di percorsi gestionali specifici e pratici (cartelle cliniche informatizzate, algoritmi di valutazione del rischio di frattura, nuove procedure diagnostiche, telemedicina, PDTA, ecc.). Il corso include anche la discussione di casi clinici specifici.
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