Le malattie ossee rare rappresentano un gruppo eterogeneo di patologie genetiche caratterizzate da alterazioni della mineralizzazione ossea, che comportano gravi conseguenze scheletriche e sistemiche. Tra queste, l’Osteogenesi Imperfetta (OI), l’Ipofosfatemia X-linked (XLH) e l’Ipofosfatasia (HPP) sono tra le condizioni più rappresentative. La diagnosi precoce e la gestione multidisciplinare di queste patologie sono fondamentali per migliorare la qualità della vita dei pazienti. L’Osteogenesi Imperfetta è caratterizzata da una fragilità ossea estrema, fratture ricorrenti e deformità scheletriche, con espressione clinica variabile in base alla gravità della malattia. La XLH, invece, è una malattia ereditaria che determina un’alterazione del metabolismo del fosfato, con conseguenze su crescita, mineralizzazione ossea e dentizione. Infine, l’Ipofosfatasia è una patologia metabolica dovuta a un deficit di fosfatasi alcalina, che comporta rachitismo, osteomalacia e anomalie dentali. Queste condizioni sono spesso misconosciute o tardivamente diagnosticate, con ripercussioni significative sulla gestione terapeutica e sulla prognosi funzionale. Il continuo avanzamento della ricerca ha permesso di identificare nuove strategie terapeutiche mirate, basate su approcci farmacologici innovativi e sulla presa in carico multidisciplinare del paziente.