Training fisico e attivazione piastrinica in pazienti con claudicatio intermittens: effetti in condizioni di riposo e dopo induzione dell’ischemia.

Data inizio
15 aprile 2011
Durata (mesi) 
36
Dipartimenti
Medicina
Responsabili (o referenti locali)
De Marchi Sergio
Parole chiave
peripheral arterial diesease, platelets, treadmill test, ischemia

L’approccio riabilitativo mediante protocolli di esercizio fisico controllato costituisce un trattamento validato e consolidato nella gestione dell’arteriopatia obliterante periferica al II stadio di Fontaine. Tale approccio consente di migliorare lo stato funzionale e la prognosi di questi pazienti. Gli effetti favorevoli dell’esercizio fisico sul processo aterosclerotico sono dovuti al miglioramento dei parametri metabolici, pressori e della vasodilatazione endotelio dipendente, altri autori segnalano il miglioramento del tono adrenergico e della performance cardiopolmonare. L’attivazione piastrinica, aspetto centrale nel determinismo degli eventi cardiovascolari acuti, è coinvolta nella progressione dell’aterosclerosi e ovviamente negli eventi acuti. In letteratura è documentata una riduzione dell’attivazione piastrinica in pazienti coronaropatici dopo ciclo di esercizio fisico controllato. Molti dati inoltre avvalorano l’ipotesi che l’esercizio strenuo è associato con un incremento della conta piastrinica e ad una iperattivazione e iperaggregabilità piastriniche. Questo temporaneo stato protrombotico è però controbilanciato, in soggetti che eseguono regolare e moderata attività fisica, da una riduzione di adesione e aggregazione piastriniche. L’esercizio regolare di intensità moderata potrebbe esercitare un effetto favorevole sulla reattività piastrinica, attraverso una down-regulation dell’adesività piastrinica e dell’espressione sulla superficie piastrinica di Gp IIb-IIIa. L’esercizio protratto fino al massimo dolore ischemico sopportabile indurrebbe invece un aumento dei livelli di P-selectina circolante e dell’espressione sulla superficie piastrinica di Gp IIb-IIIa e P-selectina, oltre ad un incremento dei livelli di fattore di von Willebrand e molecole di adesione (ICAM e VCAM) circolanti. La discrepanza che emerge nei trial valutanti la modifica della funzione piastrinica in risposta all’esercizio fisico nei pazienti con arteriopatia periferica, può essere attribuita alle diversità in intensità e durata dei protocolli di training applicati. La marcia condotta sino al massimo dolore ischemico sopportabile è una condizione di interesse in quanto può essere considerata un modello di ischemia inducibile; inoltre il territorio interessato dall’ischemia è piuttosto esteso ed i fenomeni coinvolti quindi alquanto amplificati. Il nostro obiettivo è quindi quello di valutare, in pazienti claudicanti, gli effetti del training fisico controllato aerobico sull’attivazione piastrinica e sullo stress ossidativo, quindi di valutare come il training possa modificare la risposta di tali parametri ad un test al treadmill massimale.

I pazienti con claudicatio intermittens (II stadio secondo la classificazione di Leriche Fontaine) avranno età compresa tra 50 e 80 anni, con un ABI tra 0.5 e 0.9 all’arto sintomatico. Il ciclo riabilitativo, della durata di 15 giorni, prevede sedute quotidiane di tre ore comprendenti: esercizi aerobici, camminata su treadmill al 70% dell’intervallo di marcia assoluto, cyclette libera senza resistenza. Il disegno di studio include esami laboratoristici e strumentali effettuati all’inizio e al termine del periodo di training fisico, in condizioni di riposo: markers di attivazione piastrinica - PFA-100 (Platelet Function Analyser System), P-selectina, malondialdeide. Gli esami strumentali includevano: misurazione dell’indice caviglia braccio; misurazione dell’intervallo di marcia libero e assoluto tramite treadmil test (velocità 3,2 km/h; pendenza 10%). Immediatamente dopo il test al treadmill saranno ripetuti i seguenti: PFA-100, P-selectina e dosaggio di malondialdeide.

Partecipanti al progetto

Collaboratori esterni

Manlio Prior
Azienda Ospedaliera Unversitaria Integrata Dirigente Medico
Anna Rigoni
Azienda Ospedaliera Unversitaria Integrata Dirigente Medico
Fanny Rulfo
Azienda Ospedaliera Unversitaria Integrata Dirigente Medico
Sezioni
Angiologia

Attività

Strutture